Fare la fila: line-up

http://www.flickr.com/photos/alanahmontreal/ people line-up tolerating even hard conditions

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Might sound weird, but I learned about the concept of “lining-up” only after a month I was in Canada.I was waiting the bus with a friend of mine, close to the metro station, and as other people arrive, they all stand on the curb. The bus came, so I head to the door of the bus that opened. My friend told me: “What are you doing? Don’t you see that there’s a line?” I stepped back, surprised, and yes, there’s a line-up! “Ohh! That’s why they were all on the edge of the walk side!”and then, even though I was the first to be arrived, I had to go behind everyone else to get on the bus.
With time I noticed that the concept of line-up applies to all situations where you have to wait. Long queues to get on the streetcar or bus from the metro, queues to get the tickets, to order lunch, to get coffee, to get into shops with sales etc etc …. in short, everywhere. And since then I put myself in the line as well.

From this observation, I learned that:

  1.  Canadians respect the rules, regardless of circumstance factors.
  2.  being sly is not well seen.
  3.  (In general) the local education inspire the stranger to behave alike.

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Sembrera’ strano, ma ho imparato il concetto di fila solo dopo un mese che ero in Canada. Me lo fece notare un mio amico. Stavamo aspettando la’utobus vicino alla stazione della metropolitana e man mano arrivano altre persone, che si mettono tutti in piede sul bordo del marciapiede. Arriva l’autobus, io mi dirigo verso la porta dell’autobus che si apre. Il mio amico mi dice: “Cosa fai? non vedi che c’e’ una fila?”  Mi allontano, sconcertata, e si, c’e’ una fila! “Ahh! Ecco perche’ erano tutti messi cosi’!” e dunque, anche se ero la prima ad essere arrivata, mi dovetti mettere dietro tutti gli altri per salire. Mano mano notai che il concetto di fila viene applicato a tutte le situazioni in cui bisogna aspettare. Code lunghissime per salire sulle streetcar o autobus dalle stazioni metropolitane, code per fare i biglietti, per ordinare il pranzo o il caffe’, per entrare nei negozi impallati quando ci sono i saldi etc etc…. insomma, ovunque. E da allora anche io mi metto in coda.

Da questa osservazione ho imparato che:

  1.  la gente qui rispetta le regole, indipendentemente da altri fattori di circonstanza.
  2. fare il furbo viene visto male.
  3.  l’educazione locale contagia anche il forestiero .